Il libro è un viaggio nell’Italia del dopoguerra; una storia che racconta la genesi e l’evoluzione di un prodotto con cui tutte le persone hanno interagito nel corso del tempo e che è riuscito a insediarsi silenziosamente nell’immaginario collettivo. E’ la storia della genialità italiana e della sua imprenditoria, di un oggetto che ha attraversato le epoche e gli eventi che le hanno segnate. Scrive l’autore nella prefazione: “Ci sono nomi che attraversano la storia lasciando tracce evidenti, e altri che, pur avendo inciso profondamente nella realtà del loro tempo, restano ai margini della memoria scritta. Umberto Legnani appartiene a questa seconda categoria. La sua figura, così come quella della LUS di Saronno, emerge oggi più dagli oggetti sopravvissuti che dalle pagine dei libri: una presenza concreta, diffusa, ma sorprendentemente poco raccontata.
Eppure, le penne LUS hanno accompagnato generazioni di italiani. Sono state strumenti affidabili, talvolta raffinati, altre volte semplici ed economici, sempre pensati per essere utilizzati, portati con sé, vissuti. In questa duplicità – qualità tecnica da un lato e ampia accessibilità dall’altro-, si coglie forse l’essenza più autentica del progetto di Legnani: non creare soltanto oggetti di pregio, ma rendere la scrittura un gesto quotidiano alla portata di molti.
Raccontare la LUS significa dunque entrare in un’Italia in trasformazione: quella degli anni ‘30, dell’operosità lombarda, delle vetrine delle fiere campionarie, e poi quella del dopoguerra, della ricostruzione e della diffusione dei beni di consumo. Un’Italia in cui una penna non era soltanto un oggetto, ma un compagno silenzioso di studio, lavoro, corrispondenza e memoria.
Questa monografia nasce dal desiderio di dare voce a questa storia discreta, ricostruendo, attraverso frammenti, cataloghi, immagini e testimonianze materiali, il percorso di un marchio che ha saputo coniugare ambizione industriale e presenza quotidiana.
Perché, a volte, sono proprio le storie meno raccontate a meritare di essere ascoltate con maggiore attenzione.”